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Area Blog » Giovani Valori: Provincia Giovane incontra SOS Party - Giovedí 06 Maggio 2010
Freccia Titolo Giovani Valori: Provincia Giovane incontra SOS Party

Nell'ambito del progetto "Giovani Valori" la Provincia di Vicenza sta realizzando delle interviste per conoscere meglio il mondo giovanile in rapporto a tematiche come la sicurezza stradale e l'uso/abuso di sostanze: obiettivo ultimo è quello di riuscire a comunicare in maniera più efficace con i giovani proprio su questi argomenti.

La scorsa settimana, Provincia Giovane ha incontrato Andrea Gnata (nella foto mentre consulta il portale provinciagiovane.net), socio fondatore del servizio "tutto vicentino" SOS Party. Si tratta di un servizio d’autista per chi, dopo una serata passata nei locali e qualche bicchiere di troppo, non si sente in grado di guidare in sicurezza: dopo aver ricevuto la chiamata dei clienti, i ragazzi di Sos Party raggiungono il locale in motorino, lo caricano nel bagagliaio dell’auto dei clienti e guidano la loro auto fino a casa. 

 

PROVINCIA GIOVANE: Come e quando è nata l’idea di offrire questo tipo di servizio?

ANDREA GNATA: Sos Party è nato durante una serata divertente tra noi soci; avevamo bevuto un po’ troppo e ci siamo posti il problema di come fare a tornare a casa in auto senza pericolo. Abbiamo così deciso di creare un servizio che sia una soluzione a questo tipo di problema.

P.G.: Che tipo di riscontro registra il servizio nel territorio vicentino?
A.G.:
Sin dall’inizio abbiamo ottenuto un riscontro molto positivo tra i giovani. Dopo il boom iniziale, dovuto alla nostra offerta di servizio completamente gratuita, ora abbiamo una buona mole di lavoro. Lavoriamo soprattutto durante il weekend, anche se in estate veniamo contattati dai clienti già a partire dal mercoledì. Il nostro servizio opera maggiormente nella città di Vicenza, ma abbiamo richieste provenienti da tutta la provincia: Schio, Thiene, Bassano. Ora vogliamo creare una rete in franchising per operare nelle altre città del Veneto.

P.G.: Chi sono i giovani che richiedono il servizio e come lo conoscono?
A.G.:
Il nostro cliente medio è un venticinquenne. Il nostro servizio non riesce ad intercettare i giovani d’età più bassa, dai 18 ai 20 anni: riteniamo che il motivo sia principalmente dovuto al costo del servizio, che si aggira sui 20-25 euro. Infatti, nelle prime settimane di promozione con il servizio gratuito si erano dimostrati tutti molto ricettivi, a prescindere dall’età.   
I giovani vicentini vengono a conoscenza di Sos Party direttamente all’interno dei locali tramite volantini, biglietti da visita e pubblicità. Il nostro profilo su facebook conta ora più di 2000 amici.

P.G.: Come valuti l’attività di prevenzione dei diversi soggetti pubblici e privati che operano in questo settore?
A.G.:
A mio parere, il divieto di servire alcol dopo le 2 non è stata un’iniziativa di grande successo; forse strumenti più utili e più efficaci continuano ad essere le campagne di informazione in TV e soprattutto l’attività di sensibilizzazione sul territorio e nei locali frequentati dai giovani. 

P.G.: Rispetto a queste attività di prevenzione, la soluzione proposta dal vostro servizio può essere letta come una sorta di invito a "ubriarcarsi in tranquillità" o, piuttosto, ad una maggiore responsabilizzazione?
A.G.:
I nostri clienti non sono assidui bevitori, ma persone che, dopo una serata passata a divertirsi, hanno la coscienza per non mettersi alla guida, dunque sono molto responsabili e consapevoli. Di certo noi non incentiviamo l’abuso dell’alcool, ma ci riteniamo un servizio utile perché cerchiamo concretamente di eliminare i pericoli dalla strada.

P.G.: Trovi che sanzioni, controlli più frequenti e l’introduzione della patente a punti possano influire sul contenimento del problema degli incidenti stradali, soprattutto per i giovani?
A.G.:
Sicuramente le sanzioni messe in atto sono state, per un certo periodo, un incentivo a bere meno e più responsabilmente, ma ormai il loro effetto è svanito e il problema, seppur ridimensionato, non è stato eliminato. Queste iniziative sono risultate di certo più efficaci sui giovani tra i 25 e i 30 anni, non di certo sui diciottenni i quali, data l’età, sono più incoscienti e meno sensibili a queste campagne.

P.G.: Come valuti l’approccio dei mezzi di comunicazione su questa tematica? Esagerano nel descrivere il fenomeno dello sballo o è tutto vero?
A.G.:
Il fenomeno dello sballo purtroppo esiste e non credo sia stato amplificato dai mass media; d’altronde non è corretto generalizzare e far credere che tutti i giovani siano così come vengono descritti dai telegiornali.

P.G. Per fare efficace prevenzione, può essere utile parlare ai giovani di tematiche di questo tipo? Chi dovrebbe farlo e come?
A.G.:
Si, sicuramente parlare di queste problematiche con i giovani è importante. A mio avviso, per essere davvero efficaci, le campagne di sensibilizzazione dovrebbero essere realizzate dalle forze dell’ordine, che incutono più timore rispetto ad altri enti. Tuttavia, certe iniziative portate avanti nelle scuole a mio parere fanno del “terrorismo psicologico”: il proibizionismo non funziona con i più giovani, meglio invece dimostrarsi propositivi. Dare una valida alternativa può essere più utile, prendiamo ad esempio la campagna Meno Alcool Più Gusto di quest’anno: l’idea dei drink analcolici sicuramente viene accolta come un’iniziativa più simpatica e potenzialmente di tendenza.

 




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